
Qui immortalata la Porpi in uno dei rari momenti di quiete, sul nuovissimo tappeto natalizio Ikea che tuttavia allieterà la sua stanzetta in qualsiasi stagione.
La nuova mania di Viola è il ballo. Stanca di vederla sculettare sulle note di qualche jingle pubblicitario idiota, le ho fatto un cd con le musiche dei cartoni, quelle che ascoltavo io da piccola, più qualche roba recente.
Il risultato è:
"Zero to hero" della colonna sonora di Hercules batte "Il ballo del qua-qua" dieci a zero.
Facchinetti mi scusi, ma "La canzone del capitano" è al quarto posto dopo "Mickey Mouse Clubhouse".
"Pensa pensa pensa" è il ritornello di un cartone di Winnie the Pooh. Dura circa dieci secondi e Viola ha imparato a schiacciare il tasto (rewind) per sentirla a raffica. Dev'essere un nuovo lavaggio del cervello inventato da Disney.
"Il caffè della peppina", risentendola, sembra una canzone anteguerra. In generale, ora che ci penso, lo Zecchino d'Oro di per sè non riscuote grande successo.
La colonna sonora del film a cartoni Robin Hood, che a un primo ascolto è di una noia mortale, rivela profondità stilistiche inaspettate.
"Bella. Ma che è, De Andrè?" ha detto Lui entrando nella stanza polpetta.
"No. Urca urca tirulero" ho risposto io, ridendoci per la mezz'ora successiva.
Volevo immortalare la Polpetta mentre sculettava basculando come le ballerine di hula da cruscotto, ma appena ha visto la mia digitale ha pensato bene di staccare il coperchio, sedersi e provare a distruggerlo in 101 rapidi modi.
Questa era la foto migliore della giornata, per capirci.
Domandone: qual è la canzone preferita dai vostri nani? Vorrei fare un altro cd, possibilmente che non sia una palla, divertente e ballabile. Qualche idea?
(visto che questo in fondo è un weekly style: tshirt Prenatal, pantaloncini e calze ZaraBaby)
lunedì 23 novembre 2009
Dancing queen
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Tags: foto, giochi, weekly style
venerdì 20 novembre 2009
Del diritto di lasciare i pupi a casa

Abbiamo fatto mangiare Viola intorno alle 8 sperando che cascasse dal sonno prima che uscissimo.
Di solito, visti i suoi problemi di sonno, sono contraria a portarla fuori la sera. Cerco di farlo solo se strettamente necessario, perché in realtà è soltanto uno stress. Per lei in primis, perchè se vede persone nuove o luoghi nuovi la sera si eccita, si incuriosisce e non riesce a dormire, e più non dorme più si sovraccarica e si innervosisce.
Per noi, perchè quand'è così starle dietro è una fatica immane. Se siamo al ristorante vuole camminare per i tavoli, se siamo in una casa vuole esplorarla, se ha troppa gente intorno inizia a infastidirsi, e noi dietro. Ogni volta che abbiamo portato Viola fuori la sera abbiamo trascorso la cena digiuni, a farci trascinare da lei che non voleva stare ne' seduta ne' in passeggino ne' chiaramente da sola. Cacchio glie ne frega a una bambina di 14 mesi di una conversazione tra amici? Che le importa di una cena fuori? Come può interessarla stare in mezzo a dieci adulti che ridono e parlano e sforchettano nei piatti con quel classico insopportabile brusio, mentre lei vorrebbe solo la tranquillità necessaria per dormire?
Ogni volta amici e parenti si lamentano con me.
"Facciamo una cena per lo zio Gino/l'amica D., porti la piccola vero?"
"Beh, anche no."
"MA COOOME! NOI LA VOGLIAMO VEDERE!"
E allora fate un pranzo. Ma che volete da me. Ma che volete da lei, soprattutto. Non è il nano da compagnia, per quanto possa sembrarlo (porella).
E' una bambina che ha dei ritmi che vanno rispettati.
E io li rispetto per far piacere a lei, ma anche per mio intoccabile e supremo egoismo.
Che io, quando esco la sera, voglio staccare.
Voglio mangiare quello che ho nel piatto senza ritrovarlo di gomma perchè sono stata tutto il tempo in piedi dietro a lei.
Voglio conversare coi miei amici o parenti senza urla e pianti di insofferenza in sottofondo.
Voglio poter vedere le undici sull'orologio senza il terrore di pensare: oddio, ancora non dorme, ora si stranisce e non dorme più tutta la notte (già successo).
Voglio parlare di altro che non sia comecresce, chemangia e soprattutto quantodorme.
Non giudico quelli che trascinano i figli al ristorante fino all'una, io parlo della mia personalissima esperienza con una bambina sensibile, che si storce se all'ora di andare a letto, invece della tranquillità della sua casetta trova il casino e mille persone diverse. Forse se avessi un nano-dormens che dove lo metti sta e che non fa una piega se intorno a lui ci sono due orsacchiotti o venti adulti con una ciucca canterina di quelle storiche, la penserei diversamente.
Ma per ora rispetto lei, e rispetto il mio diritto a staccare la spina.
Certo poi succede, come ieri, che in un impeto di coraggio decido di lasciarla a Mariela, giusto perchè già dorme e solitamente ha i primi risvegli intorno alla mezzanotte. Giusto perchè casa di mia madre è a cinque minuti da qui. Giusto perchè le ho lasciato cinque numeri di telefono nel caso ci fossero problemi.
Torno a casa alle dieci (alle die-ci. dopo essere uscita alle 8.30) e me la ritrovo sveglia, in braccio a Mariela, con due occhi come una rana che si fa di crack.
"Mariela, che è successo?"
"EEse ha sveliado."
"Ma ha pianto tanto!"
"No poco."
"E da quanto è sveglia?"
"Diez minudos."
"Da dieci minuti?"
"No. Diez minudos dopo che te ha andado."
"E perchè non mi hai chiamato?"
"E."
"E?"
"Avavene." (ah, va bene. in effetti avrei dovuto.)
Ci ho messo un ora a controllare che mia figlia fosse ok e a rimetterla a letto. Poi si è svegliata alle 5 e non ha più dormito fino alle 8.
Sono ancora dell'idea di lasciare i pupi a casa.
Ma non a Mariela.
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giovedì 19 novembre 2009
Che oggi mi sento un po' PI-AR
Ora che ci penso, su blogspot non li so fà, quindi accontentatevi degli scialbi trattini:
- ogni tanto, quando mi sento particolarmente in vena o quando - come in questo caso - una storia mi fa pensare a mia figlia e a quanto si dia per scontato quel minimo sindacale di serenità che molti non hanno, dedico un post del mio blog alla solidarietà. C'è stato Nikolaj, la cui storia si è fortunatamente risolta per il meglio, e oggi c'è la piccola Giorgia, di 15 mesi. Ho scoperto questa storia su Facebook e mi ha stretto il cuore, soprattutto perchè lei è una bambina bellissima e più o meno della stessa età della Porpi. In realtà è una raccolta fondi un po' scalcagnata, niente sito, niente banner, solo la pagina su FB. Ho quindi creato un banner per lei e se volete metterlo anche voi sul vostro blog linkandolo a FB siete chiaramente i benvenuti.
E questa era la solidarietà.
- Monica D'Ascenzo, che è' una giornalista, una mamma, una blogger e che ho avuto il piacere di conoscere al MaM, il 24 novembre alle 16.30 presenta il suo libro a Roma alla Camera dei Deputati, e mi sembrava interessante segnalarlo. Il titolo è Donne sull'orlo di una crisi economica, parla di donne in bilico tra lavoro e organizzazione familiare e personale, con consigli per gestirla al meglio. Sembra molto interessante.
Tra l'altro, visto che io sono vipps e ve posso mettere in lista, se volete venire scrivetemi una mail e ci vediamo li. Ora che ci penso, potevo fare questo anche per le altre interessanti presentazioni di Paola e Sigrid, ma ovviamente ci ho pensato solo adesso. Sono un peeeeeessimo (peeeeeeeeessimo -> belate mentre lo dite) ufficio stampa.
E questo era il libro.
- io Sabato sono qui. Sempre per la storia del volemosebbene-incontriamoci-famoconosceipupi, se qualcuna fa un salto (ha-ha) me lo faccia sapere.
E questi erano i cazzi miei.
Pubblicato da Wonderland alle 11.09 19 commenti
Tags: blog, eventi, libri, notizie, solidarieta'
martedì 17 novembre 2009
Era ora!
Quando ero incinta di nove mesi il massimo del preparativo per la nana è stato la valigia rosa in pelle umana. Vi ricordo che non solo non potevo tornare a casa (quarto piano senza ascensore) per problemi di contrazioni, ma anche volendo non avrei avuto la cameretta da preparare perché, semplicemente, non c'era la stanza.
Durante i suoi primi mesi di vita Viola ha dormito con la culla incassata tra il nostro letto e il muro, in una posizione fantastica sotto la finestra e a dieci centimetri dal termosifone, roba che se veniva in casa un pediatra mi arrestava.
Abbiamo cambiato casa a Maggio e fino a più o meno una settimana fa Viola ha usufruito della sua quasi-stanza soltanto per dormire, dal momento che non avendo i mobili la usavamo come appoggiatutto degli oggetti non ancora sistemati dopo il trasloco (si, sono passati sei mesi, vabbè...).
Quando mister Ikea ha finalmente fatto la grazia di consegnarci i tre metri d'armadio e la piccola libreria richiesta, la stanza di Viola ha iniziato ad avere un aspetto umano.
Abbiamo aggiunto un tappeto (sempre Ikea, collezione natalizia), un tavolino con sedia (Mammut di Ikea, ovviamente), un tavolino adibito a fasciatoio (di che marca era? Ah... Ikea) una cassapanca in vimini rosa (Zara Home) e - finalmente - tutti quegli inutili ammennicoli che avevo accumulato in quattordici mesi. Giocattoli, libri ma anche le bandierine inglesi, un carillon, un paio di quadri, un veliero balinese e le lettere del suo nome in legno colorato.
Adesso la stanza di Viola è il mio posto preferito della casa. C'è qualcosa di più rilassante che sdraiarsi sul tappeto rosso mentre lei barcolla per tutta la stanza tirando giù oggetti dagli scaffali della libreria e sculettando al ritmo di "it's the Mikey Mouse Clubhouse"?
D'ora in poi, quando dico di avere una giornata nera, è lì che mi dovete cercare.
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Tags: cameretta, casa, giochi, viola, vita col nano
giovedì 12 novembre 2009
Io vedo troppo X-Factor

Quando Lui è tornato a casa con un pupazzo di Ponyo, ho notato subito l'incredibile somiglianza con la nuova musa degli incazzati di tutto il mondo: Mara Maionchi.
Dal momento che il suddetto pupazzo è una marionetta, pochi attimi e la facevo muovere e parlare per distrarre la Polpetta durante la pappa, con tonalità anniottanta (di età, chiaramente):
"Brava, hai mangiato bene, mi sei piaciuta."
Ora, l'effetto collaterale di ciò è che mia figlia alla parola "maramaionchi" corre a prendere il pupazzo.
Mia figlia AMA maramaionchi, ci gioca, se la spupazza, la trascina per casa. E ormai il suo nome è quello, inevitabilmente.
Vorrei che la povera donna televisiva sentisse le telefonate tra me e mia madre:
"Ti prendi Viola oggi pomeriggio?"
"Si ma solo se mi dai anche maramaionchi."
"Dov'è maramaionchiiii?" urla Lui mentre Viola fa i capricci per mettersi il pigiama.
"Attento, hai pestato maramaionchi."
"Maramaionchi s'è sporcata di nuovo di omogeneizzato al coniglio porcatroia."
"Oddio! Ho lasciato maramaionchi in macchina da ieri sera."
"Ma che sta roba? Eccheccazzo c'è maramaionchi nel letto!"
Ieri, che c'era X-Factor, stavamo in quattro - io, lei, Lui e maramaionchi - a guardare la tv in religioso silenzio.
So' momenti.
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Tags: giochi, mara maionchi, vita col nano, xfactor
martedì 10 novembre 2009
Buzz marketing e blog: la mia opinione
Oggi parliamo di un effetto collaterale del blog. Non mi riferisco ai parenti che possono riconoscersi nei racconti e ripensare alle quote dell'eredità, nè a una tizia che ti riconosce per strada e ti chiama Wonderland davanti a un tuo possibile datore di lavoro, nè all'amica che ti ha tolto il saluto dopo essere stata definita così.
Parlo del famigerato (spalancate gli occhi e agitate le manine) Buzz Marketing.
Che poi è quella cosa per cui un'azienda X ti dice:
"Ehi Wonder, io ho un prodotto che potrebbe interessare a chi ti legge e chi ti legge è interessato a te, non lo trovi un triangolo perfetto?"
"Il triangolo no, non l'avevo considerato" rispondi tu.
"Che ne dici di ricevere a casa un sample del nostro prodotto e poi di parlarne sul blog?"
"Ma mi hai mai letto? Ti sembro una che di palo in frasca inizia a dire wooow che fico il prodotto Y, massaie, compratelo subito! Eh no eh, qui di cazzate se ne sparano tante, farlo addirittura a comando mi sembra eccessivo."
"No Wonder, non hai capito, non devi dire che il prodotto ti piace per forza."
"Cioè se fa veramente cagare posso scriverlo senza aspettarmi un sicario dell'azienda che mi secca appena esco a buttare la monnezza?"
"Esatto."
"Hummm, è quasi interessante. Non devo alzare un dito, ricevo a casa qualcosa di utile e posso dire la mia con totale libertà. E' giusto?"
"Giusto."
"Non c'è trucco non c'è inganno? Guarda che io non sono una marchettara. Cioè, potrei diventarlo ma solo per cifre che voi non potete permettervi."
"Totale libertà di opinione, Wonder. Ci interessa cosa ne pensi e che se ne parli."
Ve lo dico, perchè nel web trovate due tipi di blogger.
Trovate i puristi, quelli che il blog non va contaminato, che guai se scappa fuori un banner, che recensire un prodotto nemmeno se mi glassano d'oro, che voi i vostri prodotti ve li potete tenere, non mi avrete!
E poi ci stanno quelli come me. Che se un'azienda che ritengo compatibile con le mie idee vuole pagarmi per mettere un piccolo banner sul mio blog ma ben venga, che qui di stipendio ce n'abbiamo solo uno.
Che se vuole mandarmi un prodotto e chiedermi di scrivere cosa ne penso, perchè no? Dov'è il problema, davvero, io non lo vedo.
Se ne parla e se ne discute tanto, i puristi s'indignano e si mettono di traverso, ne fanno una sorta d'orgoglio. A cosa serve borbottare anatemi sul buzz, se basta dire NO GRAZIE?
Nessuna azienda per il momento mi ha puntato una pistola o ricattato con le foto delle medie per farmi accettare un'offerta. Nessuna azienda (almeno per la mia esperienza attuale) mi ha chiesto opinioni forzatamente positive di un prodotto. Nessuna azienda mi ha chiesto di pubblicizzare un prodotto non compatibile con questo blog.
E quindi.
Sono una mamma senza lavoro, con un blog che può monetizzare qualcosina, nel rispetto di chi lo legge e delle mie idee, nel modo meno invasivo possibile.
Questo non significa che da domani ci sarà un banner (magari!) o che troverete un post-marchetta su un detersivo, ma ad esempio mi hanno chiesto opinioni su prodotti che potreste incontrare sugli scaffali di un supermercato o su programmi che i vostri figli potrebbero vedere in tv, e perchè non dirvi cosa ne penso? Lo trovo utile, come lo troverei utile leggendolo su altri blog.
Volevo condividere con voi il mio punto di vista, sperando che lo troviate sensato.
Ci ho pensato tanto, prima di prendere posizione, avevo paura in qualche modo che anche il più piccolo bannerino "inquinasse" quello che in fondo è e rimarrà sempre un blog personale. Ma poi ho pensato, personali e sincere saranno anche le opinioni. Totalmente incondizionate.
Quindi: Buzz Marketing, eccomi qui.
Pubblicato da Wonderland alle 14.11 59 commenti
Tags: blog, buzz marketing
lunedì 9 novembre 2009
Mariela e la forchetta
- far giocare Viola con la pallina che sta dentro il tappo delle bolle di sapone. Questo presuppone che Mariela, con una certa abilità manuale, abbia aperto almeno quattro tappi di bolle (avanzati dalla festa della Porpi, ricordate?) e disperso palline grandi come una perla in giro per casa, per la gioia delle narici o dell'esofago della bambina. Credo che questa cosa sia annoverata tra i crimini contro l'umanità.
- lavare la mia chiavetta USB, che era accanto a un biberon. Si è caricata tutto, ha fatto un bell'ammollo nel detersivo e l'ho ritrovata sullo scolapiatti. Quando le ho chiesto perchè (anzi: perchèèèèè???) l'avesse lavata ha sorriso docilmente e ha risposto:
"Forchetta"
Non so se sopravviverò a questo Novembre, tantomeno a Mariela: l'unica tata che ha bisogno di una tata.
Chi sono
- Wonderland
- Sono rimasta incinta per caso a 27 anni, col desiderio di maternità ai minimi registrati. "Ma che davvero?" è stata la prima frase proferita dopo aver visto il test di gravidanza positivo. Passare dal Pampero ai Pampers è stato uno shock, ma ce la stiamo cavando... machedavvero[at]gmail.com
Focus on
Vinci un dvd sulla cura del neonato con Bravibimbi. Trovi qui le istruzioni.
Al MercatinoDeiPiccoli un fantastico Giveaway!
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